I fratelli Graviano, Giuseppe e Filippo, sono figure di spicco della mafia siciliana, appartenenti alla famiglia di Brancaccio a Palermo. La loro ascesa al potere è strettamente legata alla strategia stragista di Cosa Nostra negli anni '90.
Giuseppe Graviano: È considerato il capo indiscusso della famiglia di Brancaccio e uno dei mandanti delle stragi di Capaci e Via D'Amelio, in cui persero la vita Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e i loro agenti di scorta. È stato condannato all'ergastolo per numerosi omicidi e reati di mafia.
Filippo Graviano: Anch'egli coinvolto nelle attività criminali della famiglia, ha ricoperto un ruolo importante nella gestione degli affari illeciti e nell'organizzazione degli attentati. Come il fratello, è stato condannato all'ergastolo per associazione mafiosa, omicidio e strage.
Entrambi i fratelli sono stati arrestati nel 1994 e da allora sono detenuti in regime di 41-bis, il regime carcerario speciale per i mafiosi. Le loro figure rimangono centrali nella storia della mafia siciliana per il ruolo avuto nella stagione stragista e per il potere esercitato all'interno di Cosa Nostra. Le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia hanno contribuito a ricostruire le dinamiche interne alla famiglia e i loro legami con altri esponenti mafiosi e, secondo alcune ipotesi, anche con ambienti politici e istituzionali. I loro nomi sono spesso associati a presunti accordi Stato-Mafia, un tema complesso e controverso ancora oggi oggetto di indagini e processi.
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